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2015 Vincitori

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2015 IX EDIZIONE VINCE VLADIMIR SOROKIN

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LA GIORNATA DI UN OPRIČNIK  (Atmosphere Libri) Traduzione di Denise Silvestri

Vladimir Sorokin è nato a Mosca nel 195. È stato anche sceneggiatore, drammaturgo, pittore, grafico e librettista per il teatro Bolshoj. Provocatore, irriverente, deve la sua notorietà internazionale al romanzo La coda (pubblicato in Italia da Guanda). Ghiaccio, uscito in Russia nel 2002, è stato pubblicato da Einaudi nel 2005. I suoi libri sono stati tradotti in ventidue lingue. Ha ricevuto il titolo di Chevalier des Arts e Lettres ed è membro del PEN russo.


Questa la motivazione con cui la giuria ha assegnato il Premio a Vladimir Sorokin:
“Il romanzo di Vladimir Sorokin si svolge nell’anno 2027 in una Russia fittizia. Racconta un giorno della vita di un Opričnik. E’ un riferimento a una setta creata da Ivan il Terribile nel 1565 con lo scopo di eliminare i suoi nemici spesso ricorrendo a mezzi brutali e cruenti. Nel mondo raccontato da Sorokin gli eccessi dell’impero di Ivan il Terribile e della Russia di Putin sono ampliati e resi nei più fantasiosi ed orrendi dei modi. Nessun dettaglio ci è risparmiato.
Dallo stupro di gruppo della moglie di un nobile sospetto, trovata nascosta in una gigantesca stufa ad una visita degli Opričnik ad una sauna dove si godono un’orgia sublimata da droghe e dai vapori del kvass e poi si rilassano ascoltando Rachmaninov sorseggiando champagne dello Szechuan.


Questi odierni Opričniki invece che con i neri stalloni del tempo antico si spostano su delle Mercedes russe sul cui cruscotto sono appese delle teste di cane tagliate di fresco. Una delle particolarità di questo libro è il linguaggio inventato da Sorokin per raccontare questa nuova Russia. E’ un mish-mash di gergo di business, di diktat della Russia imperiale,
di propaganda sovietica e di folklore.


Al primo impatto La giornata di un Opricnik sembra essere precipitato tra noi da un altro pianeta, ma ha un posto ben radicato nella tradizione russa. Si sente l’eredità di due grandi satiristi, Bulgakov e Gogol nel cumulo barocco dei dettagli, nell’abile tessitura di fantasia e di realtà, nell’azione senza sosta. Naturalmente si sentono degli echi di Solgenitsin da Ivan Denisovic  come pure la vertiginosa abilità linguistica ci fa pensare a Dostoevskij.


Sorokin piace non solo per la sua continuità col passato, ma perché ne fa qualcosa di estremamente nuovo, terrificante e comico. Edmund White lo ha definito con grande efficacia “un diamante nero”.

 

2015 XI EDIZIONE FINALISTI

DAŠA DRNDIĆ TRIESTE  (Bompiani) Traduzione di Ljiljana Avirovic

Daša Drndić è nata in Croazia. Laureata all'Università di Belgrado – Facoltà di Filologia presso il Dipartimento di lingua e letteratura inglese, con una borsa di studio Fullbright, continua il suo corso di studi in Teatro e Comunicazione negli Stati Uniti, conseguendo infine il dottorato con una ricerca su Sinistra e Protofemminismo, presso la Facoltà di discipline umanistiche e Scienze sociali all'Università di Reika (Fiume), Croazia. Ha scritto una trentina di sceneggiati radiofonici, pubblicato prose e poesie. È scrittrice di romanzi tradotti in inglese, francese, polacco, sloveno, tedesco, slovacco.

 

 

 

 

ANDREW MILLER    PURA    (Bompiani) Traduzione di Sergio Claudio Perroni

Andrew Miller è nato a Bristol nel 1960. Ha vissuto in Spagna, Giappone, Irlanda e Francia, e ora vive nel Somerset. Il suo primo romanzo, Il talento del dolore, è stato pubblicato nel 1997 e ha vinto il James Tate Black Memorial Prize per la narrativa, l’International IMPAC Dublin Literary Award e il Premio Grinzane Cavour. Sono poi seguiti altri cinque romanzi, tra cui Pura, che ha vinto nel 2011 il Costa Book of the Year Award. Tra gli altri riconoscimenti: Ossigeno è stato finalista al Booker Prize 2001 e al Whitbread Novel Award 2001. Pura è stato finalista al Walter Scott Prize 2012, al South Bank Sky Arts Award e all’Independent Booksellers Week Book Award.

 

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GUADALUPE NETTEL   IL CORPO IN CUI SONO NATA  (Einaudi) Traduzione di Federica Niola

Guadalupe Nettel è nata a Città del Messico nel 1973. È autrice di quattro raccolte di racconti tra cui Pétalos y otras historias incómodas (2008) e El matrimonio de los peces rojos (2013); e di un romanzo: El huésped (2006). Ha ricevuto diversi riconoscimenti tra i quali il premio franco-messicano Antonin Artaud (2008), il premio tedesco Anna Seghers (2009) e il Premio de narrativa breve Ribera del Duero (2013). Il corpo in cui sono nata è il suo primo libro tradotto in italiano.

 

 

TOMMY WIERINGA  QUESTI SONO I NOMI  (Iperborea) Traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo

Tommy Wieringa, nasce nel 1967 a Goor in Olanda, al confine con la Germania, e debutta nel 1995 raggiungendo la fama internazionale nel 2002 con il romanzo Alles over Tristan (Tutto su Tristano), che si aggiudica il Premio Halewijn ed è nominato al prestigioso Premio AKO. Con Joe Speedboat vince il Premio Bordewijk nel 2006 e con Questi sono i nomi conquista la critica che l’ha paragonato a Salinger, John Irving e Paul Auster. Wieringa scrive per varie testate ed è colonnista di De Volkskrant.

 

 

 

PREMIO GREGOR VON REZZORI

PER LA MIGLIOR TRADUZIONE DI UN’OPERA DI NARRATIVA STRANIERA

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FEDERICA ACETO END ZONE di Don DeLillo (Einaudi)

Federica Aceto si è laureata in lingue e letterature straniere moderne all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Dopo la laurea ha vissuto diversi anni in Irlanda dove ha conseguito un master in Letteratura anglo-irlandese presso lo University College Dublin e ha lavorato come language assistant nel dipartimento di italianistica della stessa università. Traduce narrativa dall’inglese dal 2004. Tra gli autori da lei tradotti: Martin Amis, J.G. Ballard, Don DeLillo, Stanley Elkin, A.L. Kennedy, Ali Smith. Oltre a occuparsi di traduzione, insegna lingua inglese nella scuola media della casa circondariale di Rebibbia.