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News

Comunicato Stampa

Santa Maddalena Foundation

X Edizione - 6, 7, 8 giugno 2016

I finalisti del Premio Gregor von Rezzori migliore opera di narrativa straniera

MIRCEA CĂRTĂRESCU, DANY LAFERRIÈRE, YIYUN LI, DINAW MENGESTU, LORRIE MOORE

 

Vincitore miglior opera di traduzione

FULVIO FERRARI

 

Lectio Magistralis di

ETGAR KERET

 

Omaggio a Gregor von Rezzori

Letture di VALERIA SOLARINO

 

Le migliori recensioni degli studenti delle scuole

Premio Gregor von Rezzori Giovani Lettori

 

Il giornale dei ragazzi del von Rezzori

 

 

Etiopia, Romania, Cina, Stati Uniti e Haiti: tanti e diversi i paesi da cui arrivano i finalisti della Xa edizione del Premio Gregor von Rezzori - Città di Firenze che si contenderanno il premio per la migliore opera di narrativa straniera. Sono il rumeno Mircea Cărtărescu (Abbacinante. Il corpo, Voland – traduzione di Bruno Mazzoni), lo scrittore haitiano Dany Laferrière (Tutto si muove intorno a me, 66thand2nd, traduzione di Giuseppe Girimonti Greco e Francesca Scala), la cinese Yiyun Li (Più gentile della solitudine, Einaudi, traduzione di Laura Noulian), lo scrittore etiope Dinaw Mengestu (Tutti i nostri nomi, Frassinelli – traduzione di Mariagiulia Castagnone) e l’americana Lorrie Moore (Bark, Bompiani, traduzione di Alberto Pezzotta).  Nel corso del Festival ad essi vanno ad aggiungersi altri luoghi, altre narrazioni, dall’Argentina di Borges raccontata da Alan Pauls alla Tel Aviv  del funambolico Etgar Keret, così come anche gli scrittori e le scrittrici italiane presenti al Festival raccontano ancora di luoghi lontani, così il Giappone di Viola di Grado e la Grecia di Simona Vinci. Tutto nella scia di quel grande nomade che è stato Gregor von Rezzori, di cui si festeggiano due nuovi libri postumi con letture di Valeria Solarino.

Accanto ai cinque finalisti, c’è un vincitore acclarato per la migliore traduzione: è  Fulvio Ferrari per L’arte di collezionare mosche di Fredrik Sjöberg, edito da Iperborea.

 

Il Festival degli Scrittori - nato dall’esperienza della Fondazione Santa Maddalena presieduta da Beatrice Monti della Corte, moglie di Gregor von Rezzori ­ è promosso e sostenuto dal Comune di Firenze nell’ambito delle attività del Gabinetto G.P. Vieusseux ed è realizzato con il determinante contributo dell’ Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Come ogni anno il Festival si aprirà, con la lectio magistralis di un grande scrittore. Dopo John Banville, Michael Cunningham, Zadie Smith, Emmanuel Carrère e Jhumpa Lahiri, sarà la volta di uno dei più popolari scrittori israeliani della nuova generazione: Etgar Keret. I suoi libri, tradotti in 35 paesi e 31 lingue, gli hanno valso molti premi prestigiosi e un riconoscimento unanime a livello internazionale. Più di quaranta cortometraggi sono nati dalle sue storie, uno dei quali ha vinto il MTV Prize negli Stati Uniti (1998).  Il suo primo lungometraggio, Meduse, girato insieme alla moglie Shira Gefen, ha vinto a Cannes il premio “Caméra d’Or” nel 2007. Keret insegna attualmente all’Università Ben Gurion del Negev a Beer Sheva e all’Università di Tel Aviv. Il suo ultimo libro è Sette anni di felicità (Feltrinelli, 2015). La lectio, dal titolo "Stories we tell: The role of storytelling in my family's life”, si terrà lunedì 6 giugno alle ore 18.30 nella Cappella de' Pazzi, Basilica di Santa Croce.

 

La cerimonia di premiazione, durante la quale verrà annunciato il super-vincitore della sezione narrativa, avrà luogo mercoledì 8 giugno alle ore 18.30, nel Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio a Firenze, alla presenza del Sindaco Dario Nardella.  Durante la Cerimonia verrà assegnato anche il Premio Gregor von Rezzori Giovani Lettori, che premia le 5 migliori recensioni ai libri finalisti, fatte da 100 studenti delle scuole superiori di Firenze. 

 

Il Premio è uno degli eventi del  Festival degli Scrittori che si svolge a Firenze, sulla balconata di Palazzo Strozzi, il 6, 7 e 8 giugno 2016, appuntamento dedicato agli autori internazionali e ai talenti più originali della letteratura del mondo. Fra gli ospiti della prossima edizione: l’omaggio a Gregor von Rezzori in occasione delle uscite di Caino. L’ultimo manoscritto (Bompiani) e L’ultima fermata (Guanda) con letture di Valeria Solarino; il reading musicale di Viola Di Grado – autrice di Bambini di ferro (La nave di Teseo) - e Simona Vinci – autrice di La prima verità (Einaudi); il dialogo di Alberto Manguel con Alan Pauls, autore del saggio Il fattore Borges (Edizioni Sur). Tra le novità della prossima edizione la costituzione di un pool di studenti\giornalisti, una vera e propria redazione in azione coordinata da Isabella Di Nolfo, che durante il Festival si occuperà di commentare intervistare, fare anteprime degli eventi in corso e di pubblicare ogni giorno un Giornale dei ragazzi del von Rezzori sul sito del Gabinetto Vieusseux (www.gabinettovieusseux.it).

 

La giuria del Premio Gregor von Rezzori per la migliore opera di narrativa straniera è composta da Beatrice Monti della Corte, Ernesto Ferrero (presidente), Andrea Bajani, Paolo Giordano, Alberto Manguel  e Edmund White.

La giuria del Premio Gregor von Rezzori per la migliore traduzione è composta da Martina Testa (presidente),  Ilide Carmignani e Leonardo Marcello Pignataro

La giuria del Premio Gregor von Rezzori Giovani Scrittori è composta da Alba Donati (presidente), Simone Fortuna, Olga Mugnaini,  Susanna Nirenstein, Raffaele Palumbo e Vanni Santoni. 

 

Il Festival si avvale della collaborazione del Centro per il libro e la lettura del MiBAC, di Repubblica Firenze come media partner delle Librerie Giunti al Punto.

 

Direzione, organizzazione, ufficio stampa

Davis & Franceschini 

+39 055 2347273 – info@davisefranceschini.it  - www.davisefranceschini.it 

 

Coordinamento Santa Maddalena Foundation

Brigida Beccari, Caterina Toschi

www.premiovonrezzori.org - www.santamaddalena.org

 

Comunicazione

Studio Neri Torrigiani

neri.torrigiani@torrigiani.com

www.torrigiani.com

http://www.facebook.com/pages/Festival-degli-Scrittori-Premio-von-Rezzori/130543643690351

Shortlist 2016

Santa Maddalena Foundation

X Edizione - Firenze - 6, 7, 8 giugno 2016

X Edizione - Firenze - 6, 7, 8 giugno 2016

Lectio Magistralis by Etgar Keret

The finalists of the Premio Gregor von Rezzori

For the best work of foreign fiction published in Italy in the last year
 

 

The jury of the tenth edition of the Premio Gregor von Rezzori – Città di Firenze for the best work of foreign fiction published in Italy in the last year, is delighted to announce its shortlist:
 

Mircea CărtărescuAbbacinante. Il corpo. (Blinding), Voland

Yiyun LiPiù gentile della solitudine (Kinder than solitude), Einaudi

Lorrie MooreBark (Bark), Bompiani

Dany LaferrièreTutto si muove intorno a me (The world is moving around me), 66thand2nd

Dinaw MengestuTutti i nostri nomi (All our names), Frassinelli

 

The jury members of the prize for the best translation of a foreign work of fiction, Ilide Carmignani, Leonardo Marcello Pignataro and Martina Testa, president, have announced this year's winner:

 Fulvio Ferrari for L'arte di collezionare mosche (The Fly Trap) by Fredrik Sjöberg, published by Iperborea.

The members of the jury for the Premio Gregor von Rezzori are Beatrice Monti della Corte, Ernesto Ferrero, president, Alberto Manguel, Andrea Bajani, Paolo Giordano and Edmund White. The judges will select a winner, which will be announced during the prize-giving ceremony on Wednesday 8th June at 6pm in the Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, Florence. The prize is the culmination of the events that make up the Festival degli Scrittori, which takes place in Florence on the 6th, 7th and 8th June 2016. It is a three-day festival dedicated to the best international contemporary literature.

The Festival degli Scrittori, born from the experience of the Santa Maddalena Foundation chaired by Beatrice Monti della Corte, wife of Gregor von Rezzori, will open like every year with the lectio magistralis. These have so far been given by Claudio MagrisJohn BanvilleCarlos Fuentes,Michael CunninghamZadie SmithMichael OndaatjePatrick McGrath and Emmanuel Carrier. Last year’s lectio was given by Jhumpa Lahiri and this year by Etgar Keret.

The Festival is supported by the City of Florence and is promoted by Ente Cassa Risparmio di Firenze and Gabinetto Scientifico G.P. Vieusseux. Also with the collaboration of the Centro per il libro e la lettura del MiBAC and of the Repubblica Firenze as media partner.

Direzione, organizzazione, ufficio stampa
Davis & Franceschini 

+39 055 2347273 – info@davisefranceschini.it  - www.davisefranceschini.it 

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Anna Lopriore

ANNUNCIAMO
il vincitore della IX edizione del
Premio Gregor von Rezzori  - Città di Firenze
per la migliore opera di narrativa straniera tradotta in Italia è


VLADIMIR SOROKIN
con
La giornata di un Opričnik
traduzione di Denise Silvestri
Atmosphere Libri



È Vladimir Sorokin con La giornata di un Opričnik  - Atmosphere Libri, traduzione di Denise Silvestri – il vincitore della IX edizione del Premio Gregor von Rezzori per la migliore opera di narrativa straniera tradotta in Italia.
Lo scrittore russo è stato premiato oggi alla presenza del Sindaco di Firenze Dario Nardella.
Ad annunciare il vincitore, nel corso di una cerimonia che si è svolta nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, la giuria composta da Ernesto FerreroBeatrice Monti della Corte, Edmund White, Alberto Manguel e Andrea Bajani.
 
Questa la motivazione con cui la giuria ha assegnato il Premio a Vladimir Sorokin:
“Il romanzo di Vladimir Sorokin si svolge nell’anno 2027 in una Russia fittizia. Racconta un giorno della vita di un Opričnik. E’ un riferimento a una setta creata da Ivan il Terribile nel 1565 con lo scopo di eliminare i suoi nemici spesso ricorrendo a mezzi brutali e cruenti.
Nel mondo raccontato da Sorokin gli eccessi dell’impero di Ivan il Terribile e della Russia di Putin sono ampliati e resi nei più fantasiosi ed orrendi dei modi. Nessun dettaglio ci è risparmiato.
Dallo stupro di gruppo della moglie di un nobile sospetto, trovata nascosta in una gigantesca stufa ad una visita degli Opričnik ad una sauna dove si godono un’orgia sublimata da droghe e dai vapori del kvass e poi si rilassano ascoltando Rachmaninov sorseggiando champagne dello Szechuan.
Questi odierni Opričniki invece che con i neri stalloni del tempo antico si spostano su delle Mercedes russe sul cui cruscotto sono appese delle teste di cane tagliate di fresco.
Una delle particolarità di questo libro è il linguaggio inventato da Sorokin per raccontare questa nuova Russia. E’ un mish-mash di gergo di business, di diktat della Russia imperiale,
di propaganda sovietica e di folklore.
Al primo impatto La giornata di un Opricnik sembra essere precipitato tra noi da un altro pianeta, ma ha un posto ben radicato nella tradizione russa. Si sente l’eredità di due grandi satiristi, Bulgakov e Gogol nel cumulo barocco dei dettagli, nell’abile tessitura di fantasia e di realtà, nell’azione senza sosta. Naturalmente si sentono degli echi di Solgenitsin da Ivan Denisovic  come pure la vertiginosa abilità linguistica ci fa pensare a Dostoevskij.
Sorokin piace non solo per la sua continuità col passato, ma perché ne fa qualcosa di estremamente nuovo, terrificante e comico. Edmund White lo ha definito con grande efficacia “un diamante nero”.
 
È inoltre di questi giorni la notizia dell’acquisizione da parte della casa editrice Bompiani del nuovo titolo di Sorokin La tormenta (2010) che uscirà in Italia nel 2016.
 
Gli altri finalisti erano: Daša Drndić Trieste (Bompiani, Traduzione di Ljiljana Avirovic),
Andrew Miller Pura (Bompiani, Traduzione di Sergio Claudio Perroni),
Guadalupe Nettel  Il corpo in cui sono nata (Einaudi, Traduzione di Federica Niola), 
Tommy Wieringa Questi sono i nomi  (Iperborea, Traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo)
 
Nel corso della cerimonia è stato conferito il premio per la migliore traduzione di opera straniera.
La giuria composta da Ilide Carmignani e Leonardo Marcello Pignataro,  presieduta da Martina Testa, ha attribuito il premio per la traduzione a Federica Aceto per End Zone 
di Don DeLillo (Einaudi).
 
Questa la motivazione con cui la giuria gli ha assegnato il Premio:
“End Zone di Don DeLillo, opera seconda del grande scrittore americano, è un romanzo uscito originariamente nel 1972 e pubblicato in Italia solo lo scorso anno.
Ambientato in una piccola università degli Stati Uniti, fra i giocatori della squadra di football, è una satira surreale, pervasa dalle inquietudini della Guerra Fredda, che basa la sua potenza su una lingua complessa e spiazzante, dal ritmo serratissimo, in cui si alternano il registro colloquiale e il lessico scientifico o filosofico, l’apparente semplicità – a volte quasi lirica – di certi brani descrittivi e le pagine irte di gergo sportivo e militare.
Merito straordinario di Federica Aceto è aver affrontato con sensibilità e rigore quello che ai giudici è parso un tour de force estremamente arduo, senza mai “addomesticare” il testo e restituendone con grande sapienza, in un italiano al tempo stesso del tutto credibile e consapevolmente straniato, ogni asperità e irregolarità, fino negli effetti stridenti e a volte quasi cacofonici. È, del resto, l’ennesima prova del talento di una traduttrice giovane ma dalla carriera molto ricca, di cui la giuria intende segnalare anche la preziosa attività di riflessione e sensibilizzazione intorno al mestiere del traduttore e al suo ruolo nell’industria culturale di oggi”.
 
Biografie dei vincitori
FEDERICA ACETO

Federica Aceto si è laureata in lingue e letterature straniere moderne all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Dopo la laurea ha vissuto diversi anni in Irlanda dove ha conseguito un master in Letteratura anglo-irlandese presso lo University College Dublin e ha lavorato come language assistant nel dipartimento di italianistica della stessa università. Traduce narrativa dall’inglese dal 2004. Tra gli autori da lei tradotti: Martin Amis, J.G. Ballard, Don DeLillo, Stanley Elkin, A.L. Kennedy, Ali Smith. Oltre a occuparsi di traduzione, insegna lingua inglese nella scuola media della casa circondariale di Rebibbia.
 
VLADIMIR SOROKIN
Vladimir Sorokin è nato a Mosca nel 1955. È stato anche sceneggiatore, drammaturgo, pittore, grafico e librettista per il teatro Bolshoj. Provocatore, irriverente, deve la sua notorietà internazionale al romanzoLa coda (pubblicato in Italia da Guanda). Ghiaccio, uscito in Russia nel 2002, è stato pubblicato da Einaudi nel 2005. I suoi libri sono stati tradotti in ventidue lingue.
Ha ricevuto il titolo di Chevalier des Arts e Lettres ed è membro del PEN russo.
 
La giornata di un Opričnik
Russia, 2027. La monarchia è stata restaurata. Una rivoluzione neozarista ha costruito un nuovo Stato repressivo. La fustigazione è tornata, e il Cremlino è stato ridipinto con il suo originale colore bianco. Il sublime auto-isolamento nazionale è stato riscoperto: una Grande Muraglia si estende dall'Europa attraverso il Caucaso fino ai confini della Cina a proteggere la Russia. Protagonista del romanzo è Andrei Komiaga che lavora da Opričnik, la polizia segreta e braccio dello zar, sul modello dei peggiori eccessi di Ivan il Terribile.
Komiaga, quasi privo di personalità per la sua esasperata lealtà verso la Russia, lo zar, e gli altri Opričniki, è una delle guardie più temute del paese. Nel corso di una giornata, Andrei Komiaga renderà testimonianza e parteciperà a brutali esecuzioni, feste stravaganti, incontri con ballerine, indovini, e anche la zarina.
Egli stupra e saccheggia, ma si commuove fino alle lacrime ascoltando le canzoni della sua terra.
Il nuovo romanzo di Sorokin esplode con fantasia e umorismo nero. Un sorprendente e implacabile ritratto di un impero difficile e inquietante, La giornata di un Opričnik è allo stesso tempo una visione ricca fantasticata del futuro e un’affilatissima diagnosi di un paese in crisi.


    
    Direzione, organizzazione e ufficio Stampa
Davis&Franceschini | tel. 055 2347273 | www.davisefranceschini.it <http://www.davisefranceschini.it> 

Coordinamento Santa Maddalena Foundation
Brigida Beccari | brigida@santamaddalena.org

Comunicazione
Neri Torrigiani | www.torrigiani.com
 <http://www.torrigiani.com> 

 

Shortlist Announcement 2015

Henry Krempels

The finalists of the Premio Gregor von Rezzori

For the best work of foreign fiction published in Italy in the last year

 

The jury of the ninth edition of the Premio Gregor von Rezzori – Città di Firenze for the best work of foreign fiction published in Italy in the last year, is delighted to announce its shortlist:

 

Dasa Drndic

Trieste (Trieste), Bompiani

 

Andrew Miller

Pura (Pure), Bompiani

 

Guadalupe Nettel

Il corpo in cui sono nata (The Body Where I Was Born), Einaudi

 

Vladimir Sorokin

La giornata di un Opricnik (Day of the Oprichnik), Atmosphere Libri

 

Tommy Wieringa

Questi sono i nomi (These Are the Names), Iperborea

 

The members of the jury for the Premio Gregor von Rezzori are Beatrice Monti della Corte, Ernesto Ferrero, president, Alberto Manguel, Andrea Bajani and Edmund White. The judges will select a winner, which will be announced during the prize-giving ceremony on Friday 12th June at 6pm in the Salone del Cinquecento in the Palazzo Vecchio, Florence. The prize is the culmination of the events that make up the Festival degli Scrittori, which takes place in Florence on the 10th, 11th and 12th June 2015. It is a three-day festival dedicated to the best international contemporary literature.


The jury members of the prize for the best translation of a foreign work of fiction are Ilide Carmignani, Leonardo Marcello Pignataro and Martina Testa, president, and they have announced a winner:

Federica Aceto

End Zone, Don DeLillo (Einaudi)



Emma Hamilton

Premio Gregor von Rezzori  - Città di Firenze

Venerdì 13 giugno, ore 11 Campi Bisenzio (via Giusti, 7)
Dave Eggers incontra i ragazzi di Porto delle storie

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Evento speciale di questa edizione del Festival degli Scrittori sarà l’incontro tra Dave Eggers e i ragazzi del Porto delle Storie di Campi Bisenzio. Il Porto delle Storie esperienza fiorentina ispirata alla visionaria iniziativa di 826 Valencia, fondata a San Francisco proprio da Dave Eggers nel 2002, è un circolo di scrittura nascosto in un bar. Al Porto si può fare colazione, pranzare, prendere una spremuta o un cappuccino ma soprattutto trovare qualcuno con cui scrivere insieme un racconto. Ispirato al lavoro di Dave Eggers e Ninive Calegari e alla loro scuola di scrittura 826 Valencia, il Porto è un luogo dove tutto è incentrato sulla narrazione. I pomeriggi è attivo un servizio di tutoraggio scolastico pomeridiano gratuito gestito da giornalisti, scrittori e educatori volontari, fra cui Leonardo Sacchetti, che accompagnano e sostengono gli studenti del territorio nel loro percorso scolastico. Particolare attenzione è data al miglioramento e rafforzamento delle competenze di lettura/scrittura. Le famiglie non pagano per il servizio ma i partecipanti si guadagnano il sostegno scrivendo storie e partecipando alle attività di scrittura del Porto. Negli altri momenti è uno spazio aperto a tutti, dove di volta in volta sono organizzati  corsi e laboratori di scrittura, presentazione di libri, incontri con autori, concerti di band locali e proiezione documentari. Inoltre il Porto lavora nelle scuole con percorsi di scrittura pensati e progettati insieme agli insegnanti per le loro classi ed è un marchio editoriale che pubblica libri scritti dai partecipanti alle proprie attività.

Emma Hamilton


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Firenze  12–14 Giugno 2014 

 

Isabella Rossellini, Valeria Golino e Ralph Fiennes

Sulle tracce di Gregor von Rezzori. Nel centenario dalla nascita Da Robert Musil a Peter Handke

Testi scelti da Claudio Magris e Giorgio Pressburger

 

Festival degli Scrittori con:

Michael Cunningham, Jonathan LethemEmmanuel CarrèreBernardo BertolucciLeopoldo BrizuelaMaylis de Kerangal
Dave EggersGeorgi GospodinovTom McCarthyEdmund WhiteAlberto ManguelGiuseppe CivatiRoberto Andò
Andrea BajaniChiara ValerioPaolo Di PaoloMauro Covacich e molti altri

 

Omaggio a Gregor von Rezzori con Valeria Golino, Isabella Rossellini e Ralph Fiennes 

La quarta edizione del Festival degli scrittori, che si svolge a Firenze dal 12 al 14 giugno, festeggia quest’anno un importante anniversario: il centenario della nascita di Gregor von Rezzori, nato a Czernowitz nel 1914, ricordato da importanti convegni internazionali, da Parigi a Berlino.  A Firenze saranno due gli eventi principali a lui dedicati.

Il recital Sulle tracce di Gregor von Rezzori, su testi scelti da Claudio Magris e Giorgio Pressburger, affidato all’interpretazione di tre grandi artisti internazionali Valeria Golino, Isabella Rossellini e Ralph Fiennes pagine tratte dai suoi libri più noti, ma anche pagine di altri autori di quella  Mitteleuropa a cui Rezzori apparteneva (13 giugno ore 21.15 al Cinema Teatro Odeon). Un altro importante momento è il dialogo di taglio internazionale - in occasione dell’uscita di La morte di mio fratello Abele (Bompiani) e Il cigno (Guanda) - fra Paolo Di Paolo, Daniel Kelhmann, Volker Schlondorff e Edmund White sulla specifica e originalissima cifra letteraria dello scrittore di Cernowitz, vista dall'Italia dall'Austria e dall'America.

 

Il Festival degli Scrittori

Molti gli scrittori e i protagonisti del mondo culturale internazionale che incontrano il pubblico nei giorni del Festival. Si inizia con uno scrittore molto amato dai lettori italiani, Emmanuel Carrère, con la lectio magistralis “La somiglianza”, che si terrà al Cenacolo di Santa Croce, e la presentazione in prima nazionale de  I giardini dei dissidenti (Bompiani) di un autore di culto, Jonathan Lethem che incontrerà Roberto Andò, Giuseppe Civati e Paolo Di Paolo: una discussione sulla dissidenza, sulla politica, sulla storia e sul futuro della sinistra.  E ancora, Bernardo Bertolucci, Emmanuel Carrère e Michael Cunningham in un incontro su cinema e letteratura “The dreamers: come trasformare le parole in immagini”; e ancora una discussione sulle varie modalità di parlare dei libri in tv, radio, blog a partire dalla presenza di Vendela Vida – direttrice della rivista The Believer -  con Giorgio Van Straten, Michele De Mieri, Pietro Galeotti e Teresa Ciabatti; e ancora Giorgio Pressburger con la sua Storia umana e inumana (Bompiani) e Alberto Arbasino con i suoi Ritratti italiani (Adelphi).

 

Un evento speciale

Nel 2002 Dave Eggers fonda 826 Valencia, una scuola di scrittura no profit per bambini e ragazzi tra i 6 e i 18 anni. Doposcuola gratuiti e assistiti, in zone periferiche e multietniche, corsi di scrittura, di giornalismo, di cartooning, tutto basato sulla fede di Eggers che la scrittura sia fondamentale per creare la propria identità. Il successo di 826 Valencia ha permesso la nascita di un network con sette sedi in tutti gli Stati Uniti. Più di 1.400 volontari, scrittori, fondatori di riviste, registi, hanno donato il loro tempo per lavorare con migliaia di studenti. A Campi Bisenzio, vicino Firenze, un gruppo di persone tra cui Leonardo Sacchetti, vuole fare come Eggers. Va in California, studia il fenomeno, prende programmi e contatti e avvia Il Porto delle storie.  Adesso per Eggers è il momento di una sorpresa: i ragazzi del Porto delle Storie stanno lavorando sulle copertine dei suoi libri, inventando la storia del libro a partire da lì. Durante il Festival Eggers andrà a Campi Bisenzio a incontrarli, a parlare con loro. Nascerà qualcosa tra 826 Valencia e il Porto delle Storie?

 

Il Premio Gregor von Rezzori

Altro importante evento del Festival degli Scrittori è il Premio Gregor von Rezzori per la migliore opera di narrativa straniera, che giunge alla sua ottava edizione.

I finalisti sono: Leopoldo Brizuela (La Plata, 1963) con Una stessa notte (Ponte alle Grazie), un grande racconto sulla memoria e sul potere che interroga gli anni della dittatura argentina. Maylis de Kerangal (Tolone, 1967) con Nascita di un ponte (Feltrinelli), i destini incrociati di uomini e donne impiegati nel cantiere di un ponte sospeso in una California immaginaria; Dave Eggers (Chicago, 1970) con Ologramma per il re (Mondadori), ritratto commovente e profondo di un uomo contemporaneo, un qualunque cinquantenne occidentale, alle prese con le conseguenze della crisi globale che investe il suo mondo privato e professionale. Georgi Gospodinov (Jambol, 1968) con Fisica della malinconia (Voland), la strana sindrome di un ragazzo che soffre di empatia ci conduce in un viaggio nel mondo del possibile e nel labirinto dei sentimenti; Tom McCarthy (Londra, 1969) con C (Bompiani), il racconto della breve ma intensa vita di Serge Carrefax. un romanzo immaginifico, dove storia, risvolti psicologici e originalità postmoderna si intrecciano con il ritmo stesso della vita.

Dialogano con loro, nella Balconata di Palazzo Strozzi, alcuni tra i maggiori scrittori italiani e stranieri: Jennifer Clement, Ernesto Ferrero, Edmund White, Alberto Manguel, Andrea Bajani, Chiara Valerio, Vanni Santoni, Francesco Recami, Elena Stancanelli, Mauro Covacich e Giorgio Vasta.  La cerimonia di premiazione, in cui sarà annunciato il vincitore del Premio, avrà luogo sabato 14 giugno alle ore 18,00, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.

Il Festival degli scrittori nasce dall’esperienza, maturata negli anni, della Fondazione Santa Maddalena presieduta, come il Premio, da Beatrice Monti della Corte, moglie dello scrittore mitteleuropeo Gregor von Rezzori che proprio a Santa Maddalena, sulle colline del Valdarno, ha vissuto e lavorato per più di trent’anni. La manifestazione si avvale della consulenza artistica di Alba Donati.

Tutti gli ospiti del Festival: Roberto AndòAlberto ArbasinoAndrea BajaniBernardo BertolucciLeopoldo BrizuelaEmmanuel CarrèreTeresa CiabattiGiuseppe CivatiJennifer ClementMauro CovacichMichael CunninghamGiuliano da EmpoliMaylis De KerangalMichele De MieriPaolo Di PaoloDave EggersErnesto FerreroRalph FiennesPietro GaleottiPiero GelliSergio GivoneValeria GolinoGeorgi GospodinovDaniel KehlmannJonathan LethemAlberto ManguelTom McCarthyGiorgio PressburgerMassimo RaffaeliFrancesco RecamiIsabella RosselliniVanni SantoniVolker SchlöndorffElena StancanelliChiara ValerioGiorgio Van StratenGiorgio VastaVendela VidaEdmund White. 

Il Festival è sostenuto dal Comune di Firenze, dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, ed è realizzato in collaborazione col Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, la Regione Toscana, la Fondazione Sistema Toscana e Repubblica Firenze come media partner. Si avvale, inoltre, della collaborazione della New York University Florence, del Consolato Generale degli Stati Uniti Firenze, della Fondazione Palazzo Strozzi,  di Palazzo Tornabuoni Firenze e della Fondazione Paul Thorel.

Sulle tracce di Gregor von Rezzori (Cinema Odeon) è l’unico appuntamento del Festival con biglietto d’ingresso, tutti gli altri incontri sono a ingresso libero.


Festival degli Scrittori

Premio Gregor von Rezzori — Citta’ di Firenze

VIII edizione 

I finalisti per la migliore opera di narrativa straniera tradotta in Italia

Leopoldo Brizuela Una stessa notte, Ponte alle Grazie
(traduzione di Chiara Tana)

Maylis de Kerangal  Nascita di un ponte, Feltrinelli
(traduzione di Maria Baiocchi con Alessia Piovanello)

Dave Eggers Ologramma per il re, Mondadori
(traduzione di Vincenzo Mantovani)

Georgi Gospodinov  Fisica della malinconia, Voland
(traduzione di Alfonso Dell’Agata)

Tom McCarthy C, Bompiani
(traduzione di Anna Mioni)

 La cerimonia di premiazione si terrà nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio il 14 giugno, alle ore 18.00.


Autori Selezionati

Leopoldo Brizuela è nato a La Plata nel 1963. Poeta, narratore, traduttore e sceneggiatore, è fra i maggiori scrittori argentini della sua generazione. Il suo romanzo Inglaterra ha vinto il prestigioso premio Clarín ed è stato tradotto in molte lingue da case editrici di grande fama. Con Una stessa notte ha vinto il premio Alfaguara 2012. Collabora con i maggiori quotidiani argentini.

Una stessa notte (Ponte alle Grazie) – Traduzione di Chiara Tana

Siamo nella città argentina di La Plata, è il 2010. Una notte, un gruppo di uomini si introduce in una ricca casa e pochi giorni dopo i proprietari lasciano il quartiere. L’episodio richiama alla mente del vicino, uno scrittore, Leonardo Bazán, una notte del 1976, poco dopo l’inizio della dittatura, quando nella stessa casa era stata sequestrata una donna, Diana Kuperman. Leonardo decide di scrivere la storia dell’orrore che da allora aveva tentato di rimuovere, svelando un intrico fitto e terribile nel quale il tempo non sembra essere trascorso e le colpe si intrecciano.

A mano a mano che Leonardo scava nella sua memoria – come si comportarono allora i suoi genitori? com’è possibile che la struttura criminale che agì a quel tempo sia la stessa che continua ad agire oggi, in democrazia? –, prende forma Una stessa notte: come un quaderno di appunti di un detective che, al contempo, indaga su sé stesso, sulla propria famiglia, sulla propria infanzia, e su un intreccio di potere statale e mafioso. Una stessa notte è un grande racconto sulla memoria e sul potere, nonché sulla coscienza della nostra codardia. Un testo al contempo intimo e politico, confessionale, potente e misterioso: un libro destinato a durare.

 

Maylis de Kerangal è nata a Tolone nel 1967. È autrice di sette romanzi. Feltrinelli ha pubblicato Nascita di un ponte (2013), che si è aggiudicato il Premio Médicis 2010 ed è entrato in finale ai premi Goncourt, Femina e Flore.

Nascita di un ponte (Feltrinelli) - traduzione di Maria Baiocchi con Alessia Piovanello

Nella città impossibile di Coca, in un immaginario West contemporaneo, sulla sponda del fiume, ai margini della giungla e della storia, tutto può cominciare a muoversi e a pulsare, tutto può cambiare per l’arrivo del Ponte e di coloro che lo faranno nascere. Come un potente magnete, il ponte attira a sé i destini incrociati di uomini e donne, visti fotograficamente in campo lungo, come massa eroica al centro di una storia corale, o zoomati fino al primissimo piano, nel dettaglio puntuale delle vite più diverse, nella geometria – lucida come un teorema – delle passioni. Ma la vera protagonista di queste pagine, insieme al Ponte, è l’incredibile lingua che lo plasma. Lingua “poietica”, lingua necessaria e senza sbavature. Lingua capace, nel flusso inesausto delle parole, di nominare e scoprire le cose. In un tour de force inaudito, Maylis de Kerangal intona un canto epico, teso come i cavi che reggono quell’audace struttura.

 

Dave Eggers è nato a Chicago nel 1970. È autore di nove romanzi, fra cui L'opera struggente di un formidabile genio (2001), Conoscerete la nostra velocità (2003), La fame che abbiamo (2005), Erano solo ragazzi in cammino (2008, finalista del National Book Critics Circle Award), Le creature selvagge (2009) e Zeitoun (2010). È il fondatore della casa editrice indipendente “McSweeney’s”, con sede a San Francisco, che pubblica libri, l’omonima rivista letteraria e il mensile The Believer.  E’ co-fondatore di "826 Valencia", una scuola di scrittura no profit per bambini e ragazzi tra i 6 e i 18 anni. Il successo della filosofia di 826 Valencia ha permesso la nascita di un network con sette sedi in tutti gli Stati Uniti. Ha scritto insieme alla moglie Vendela Vida la sceneggiatura del film American Life, diretto da Sam Mendes. Vive con la sua famiglia del nord della California.

Ologramma per il re (Mondadori) - traduzione di Vincenzo Mantovani

Dopo dieci anni Dave Eggers torna al romanzo classico con Ologramma per il re, il ritratto commovente e profondo di un uomo contemporaneo, un qualunque cinquantenne occidentale, alle prese con le conseguenze della crisi globale che investe il suo mondo privato e professionale. Alan Clay è partito dal nulla come venditore porta a porta e ha fatto una certa strada nella vita. Negli ultimi anni però la crisi della sua vita privata e dei mercati si è abbattuta su di lui lasciandolo stremato, tendenzialmente ubriaco, con un conto cronicamente in rosso. Se vuole pagare la rata del college di sua figlia ha solo una scelta: trovarsi subito un lavoro, e bene pagato. La sua unica chance si chiama Re Abdullah ed è il proprietario di un'immensa oasi nel mezzo del nulla, che intende ingrandire dotandola delle più moderne infrastrutture. Il compito di Alan è difficilissimo: convincere il Re ad acquistare la sua mirabolante invenzione: un ologramma in grado di far apparire chiunque in 3D, direttamente nella tenda del Re in pieno deserto.

 

Georgi Gospodinov è nato a Jambol nel 1968. Poeta innovativo e raffinato, prosatore e studioso di letteratura, oggi considerato uno dei più noti e promettenti autori bulgari. Con il suo primo romanzo, Romanzo naturale (1999), accolto come una vera rivelazione, ha immediatamente incontrato il favore di critica e pubblico che ne hanno decretato lo straordinario successo, e ha ottenuto il primo premio del concorso Razvitie per il romanzo bulgaro contemporaneo. È tradotto in varie lingue, fra cui l’inglese, il francese, il ceco, il serbo. Vive e lavora a Sofia.

Fisica della malinconia (Voland) – traduzione di Giuseppe Dell’Agata

Un ragazzo è affetto da una strana sindrome: soffre di empatia, è capace di immedesimarsi nelle storie degli altri. Inizia così un viaggio nel mondo del possibile, nel labirinto dei sentimenti mai provati, delle cose mai accadute eppure reali più del reale stesso. Questo “io” coraggioso e impertinente va e viene dal passato, fa incursione in un futuro di cui abbiamo già nostalgia, e ritorna con un inventario di storie sull’autunno del mondo, sui Minotauri rinchiusi in ognuno di noi, sulle particelle elementari del rimpianto, sul sublime che può essere ovunque.

 

Tom McCarthy è nato a Londra nel 1969. Scrittore e artista tradotto in venti lingue, è il fondatore del gruppo avanguardista International Necronautical Society (INS), network di scrittori, artisti e filosofi. Il suo primo romanzo Remainder ha vinto il Believer Book Award nel 2008 e sta per diventare un film; ha pubblicato inoltre Tintin e il segreto della letteratura. C è stato finalista al Man Booker Prize 2010 e al Walter Scott Prize. Nel 2013 ha ricevuto dalla Yale University, il Windham Campbell Prize for Fiction.

C (Bompiani) – traduzione di Anna Mioni

C è il racconto della breve ma intensa vita di Serge Carrefax. All’inizio del XX secolo, suo padre è impegnato in esperimenti di comunicazione senza fili oltre che a insegnare in una scuola per bambini non udenti. Serge cresce in un mondo al confine tra rumore e silenzio con la brillante ma tormentata sorella Sophie. Il loro rapporto è molto forte, intenso, e lo accompagna anche quando Serge lascia la casa paterna e si appresta ad affrontare un mondo assai più grande ma altrettanto tormentato. Dopo un’avventura con un’infermiera in Boemia, Serge si arruola per la Prima guerra mondiale come operatore radio sugli aerei da ricognizione. Quando il suo aereo viene abbattuto, viene portato in un campo di prigionia tedesco, da cui però riesce a fuggire. Tornato a Londra, è reclutato per una missione al Cairo dal misterioso Comitato per la Telegrafia. Tutti questi eventi porteranno Serge in un vortice forsennato, forse fatale, fino all’interno di una tomba egizia. Solo uno scrittore come Tom McCarthy, nel solco di Bolaño e Pynchon, poteva scrivere un romanzo così immaginifico, dove storia, risvolti psicologici e originalità postmoderna si intrecciano perfettamente con il ritmo stesso della vita.


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Coordinamento e organizzazione
Laura Mammarella
Caterina Toschi

Emma Hamilton

Premio Gregor von Rezzori — Città di Firenze

Giovedì 12 giugno, ore 18.00

Cenacolo di Santa Croce

 

Emmanuel Carrère

La Somiglianza

Lectio magistralis

 

«Mi piace la pittura di paesaggio, mi piacciono le nature morte, mi piace la pittura non figurativa, ma più di tutto mi piacciono i ritratti. Quando vado in un museo, la prima cosa che guardo sono i ritratti, e penso che se avessi fatto il pittore sarei stato senza dubbio un ritrattista. Del resto, mi considero nel mio campo una specie di ritrattista. È per questo, credo, che l’osservazione di Max mi ha tanto colpito. In seguito ho fatto un esperimento, consiglio di farlo anche a voi. Guardate un ritratto, uno qualunque. Vi accorgerete di riuscire a distinguere istintivamente, intuitivamente, senza neanche rendervene conto, quelli che sono stati dipinti dal vero da quelli che raffigurano personaggi inventati, nati dalla fantasia dell’artista. Non c’è bisogno di una guida per essere sicuri che il Monsieur Bertin di Ingres o il doge Loredan di Bellini sono esistiti. I personaggi di Michelangelo, le vergini di Raffaello, no. Non dico che i primi siano migliori dei secondi, dico soltanto che sono diversi, e che questa diversità salta agli occhi. Dopo quella visita, mi sono chiesto se questa diversità, così evidente in pittura, si possa osservare anche in letteratura.» 

 

Emmanuel Carrère è nato a Parigi nel 1957. Sono usciti presso Einaudi: La settimana bianca (1996 e 2004), L'avversario (2000), Facciamo un gioco (2004), La vita come un romanzo russo (2010). Vite che non sono la mia ha conquistato classifiche e vinto numerosi premi, tra cui il Globe de Cristal, prix Crésus e il Prix des lecteurs de l’Express. Carrère è anche sceneggiatore e regista, e dalle vicende di questo libro ha realizzato un film, Ritorno a Kotel´ni. Nel 2011 ha ottenuto il Prix Renaudot per Limonov. Ha curato la regia e la sceneggiatura di Retour à Kotelnich (2003) e de L’amore sospetto (2005).

Lo scrittore francese sarà a Firenze e aprirà il Festival degli scrittori con una lectio magistralis sul concetto di somiglianza in pittura e nel racconto. Nel 2012 Emmanuel Carrère, finalista al Premio von Rezzori con Le vite degli altri, visita la Cappella dei Magi di Benozzo Gozzoli. Questa visita gli suggerisce una serie di riflessioni sul concetto di verità e verosimiglianza, fiction e non-fiction, personaggi reali e di fantasia. Un percorso quello di Carrère che parte dalla pittura e dagli affreschi fiorentini, attraversa la sua produzione letteraria e arriva a coinvolgere il suo rapporto con il mezzo cinematografico.